Friday, January 21, 2011

UN APPUNTO PER LA CARTA DELLO SPAZIO PUBBLICO: Elenco delle cose buone delle citta’ per cui non serve il portafogli ma e’ indispensabile lo spazio pubblico

Elenco delle cose buone delle citta’ per cui non serve il portafogli ma e’ indispensabile lo spazio pubblico

Camminare in un parco (negli orari di apertura)
Sedersi in una panchina (sempre)
Bere l’acqua di una fontana (sempre)
Giocare a pallone in un prato (preferibilmente di giorno)
Guardare le vetrine (durante gli orari di apertura dei negozi)
Ammirare i monumenti e l’architettura (di giorno e di notte)
Entrare in una chiesa (durante gli orari di apertura)
Camminare per le strade, le piazze e i marciapiedi (sempre)
camminare a piedi nudi su una spiaggia
Leggere i manifesti sui muri (sempre)
Deporre della spazzatura negli appositi contenitori (sempre)
Chiedere un bicchiere d’acqua in un bar (cortesia dovuta)
Chiedere informazioni ad uno sconosciuto (sempre)
Dare informazioni ad uno sconosciuto (sempre)
Chiedere se puoi tirare quattro calci ad un pallone anche tu (quando capita)
Fare un complimento ad un bambino che gira nel passeggino (di giorno)
Andare in giro senza meta (sempre)
Entrare in una libreria e sfogliare a destra e sinistra (quando le librerie sono aperte)
entrare in una biblioteca pubblica e sapere che quei libri sono anche per me
Farsi mettere dei punti ad un pronto soccorso (sempre)
Portare a spasso i bambini (quasi sempre)
Andare in bicicletta (sempre)
Innamorarsi in un parco
usare una public toilet
poter andare a zonzo per la citta' anche di notte







APPUNTI DI ATELIER (18 E 20 GENNAIO)

APPUNTI DI ATELIER (18 E 20 GENNAIO)
Martedi' 18 e giovedi' 20 gennaio si sono svolti due atelier per fare il punto sui progressi fatti da ognuno dei sei gruppi di lavoro. Ecco alcuni dei punti emersi da questi incontri.


LA STORIA:
Cronologia / base cartografica comune / ipotesi videopalinsesto (fasi urbanistiche in rapida sovrapposizione)
Analizzare la storia di ogni isolato. Quando? Chi? Perche’?
L’ANALISI:
Calarsi nel contesto (stanare qualche residente (sono tutti ricchi?))
 Questionari
Zone inesplorate: nord-est, nord-ovest, sponde del Tevere
Forse utile un’analisi SWOT:
Strengths?Weaknesses? Opportunities? Threats?
Verificare l’ipotesi della presenza universitaria come la migliore opportunita’ perfar diventare l’area un quartiere (vedi carta d. spazio pubblico)
Le barriere: le transenne ed il tram; il lungotevere; l’assenza di un passaggio a nord-est
campus from the bike (ripresa video da una bicicletta)
LA CARTA DELLO SPAZIO PUBBLICO
Questioni semantiche
Una struttura per la carta – cos’e’ lo spazio pubblico? Perche’ e’ importante? Quali sono le caratteristiche di uno spazio pubblico utile e fruibile?
Quali sono I diritti e I doveri di amministratori, cittadini, ed altri attori urbani?
IL SAGGIO
IL PROGETTO
Mettere a  fuoco I problemi, ed evidenziare I nodi principali
Mettere bene in fila problemi/obiettivi/ipotesi progettuali
Un quartiere che non abbiamo chiamato quartiere perche’ non e’ un quartiere
-       squilibri funzionali nelle destinazioni d’uso (troppi uffici, troppe poche abitazioni)
-       -squilibri  socio-economici (in via di gentrificazione, eta’ avanzata dei residenti, classe medio-alta)
-       totale assenza di rapporti tra “popolazione universitaria” e gli altri residenti e frequentatori
ALLESTITORI
Toni di grigio e basta?
Video per la mostra.  Collage di filmati? La vita e non-vita (giorno-notte?) luoghi rappresentativi (piazzale dell aroma nord, piazzale flaminio, via flaminia, scalo de pinedo, vicoli del nord-est, mercatino rionale, facolta’…..)
Martedi’ mattina: sopralluogo a Roma Tre

ALTRE CONSIDERAZIONI
Alla fine, come emergera’ lo “spazio pubblico” come analisi e come ipotesi di progetto?
Come verra’ fuori il concetto di “citta’ come spazio pubblico”?
Il quartiere come spazio pubblico della comunita’ universitaria?
Il quartiere come laboratorio permanente cui la comunita’ universitaria puo’ donare un apporto di idee?
Il lavoro del gruppo progettisti puo’ costituire un campo di applicazione dei principi della “Carta dello Spazio Pubblico”?


                        

Saturday, January 15, 2011

GRUPPI DI LAVORO - AGGIORNAMENTO AL 15.1.2011

1. GRUPPO DEI NORMATIVI (DEFINIZIONE, CARTA SPAZIO PUBBLICO): Nastasi,Ubaldi, Rozzi, Paiola 2.GRUPPO DEI SAGGISTI (LA CITTA’ COME CAMPUS, IL MIRACOLO URBANO (V. PROGRAMMA SINTETICO): Audisio,Scarpinelli, Nartellucci, Montini3. GRUPPO DEGLI STORICI (ESTESO ALL’INTERO ASSE P.ZA DELPOPOLO – PONTE MILVIO); Adimari, Sorgente, Conti, D’Aguanno, Fasano, Rienzo, Mercuri4. GRUPPO ANALISTI (FOTO, VIDEO, DISEGNI, INTERVISTE, CARTOGRAFIA, RICERCA); Amadio, Findikoglu, Quintavalle, Gallato, Turker 5. GRUPPO PROGETTISTI (ATTUAZIONE DI POLITICHE E PROGETTI "CAMPUS IN THE CITY" ED IPOTESI LOW-COST DI AGOPUNTURA URBANA SU SPAZI PUBBLICI MERITEVOLI DI INTERVENTO/ATTUAZIONE): Tiberia, Ceccano, Barrale, Sergi, Morelletti, Trusso 6. GRUPPO ALLESTITORI (NARRAZIONE, PANNELLI, VIDEO, EVENTI CREATIVI, ETC): Colazzo, Quaglia, Russo, Pignanelli, Salvitti Federica, Di Vona Francesca, Campioni Claudio, Piterà Quattromani Ilaria, Di Bartolomeo Alessio, Tentori Luca, Guerrini Ester.

Wednesday, January 5, 2011

CONSIGLI PER I GRUPPI DI LAVORO


CONSIGLI PER I GRUPPI DI LAVORO
Gruppo normativi
Qui, a causa di problemi logistici (un componente il gruppo ha impegni universitari difficilmente compatibili con gli altri) abbiamo avuto due contributi diversi.
Il primo (Nastasi) ha colto forse meglio il senso della “carta”: uno scritto breve, conciso, che presenta i principi generali.             Qualche commento sulle diapositive (cominciando dal basso nella presentazione sul blog):
2. lo spazio pubblico e’ un bene….d’accordo, ma cos’e’ lo spazio pubblico? Partire da una definizione, che servira’ anche a chiarire perche’ lo spazio pubblico cosi’ definito e’ un bene.
3. spazio pubblico storicamente legato alla democrazia. Piazza Tiananmen non e’ uno spazio publico? Il foro romano al tempo degli imperatori non era spazio pubblico? C’e’ forse uno “spazio pubblico” immateriale che attiene al diritto dei cittadini di usare lo spazio pubblico materiale per esercitare il proprio diritto di espresione civile e democratica? Qual’e il rapporto tra le due cose (vedi anche il programma del corso…)
4. lo spazio pubblico e’ il luogo deputato della socialita’….chiarire. Anche nelle aule scolastiche, che non sono propriamente “spazio pubblico”, si esercita la socialita’.
5 …riconoscibile perche’ riempe l’idea di citta’. Bello, ma cosa vuol dire?
6. Bello.
7. ragione essenziale dell’invenzione della citta’. E’ vero? C’e’ chi sostiene che la citta’ e’ nata per fini economici; altri, per concentrare attivita’ e persone e difenderle dalle minaccie esterne in maniera efficace ed efficiente.
8. Questa e’ la definizione che si cercava prima. La definizione e’ accattivante, ma anche criptica. Si puo’ consumare un pasto sia chiusi in casa che in uno spazio pubblico. Qual’e’ la differenza?
In sintesi: il “format” e’ quello giusto; diverse le intuizioni affascinanti? molto da lavorare sulle cose da ritenere per avere qualcosa di chiaro e di incisivo.
Cristina Ubaldi, in rappresentanza degli altri normative, scriveva gia’ prima di Natale: I nostri lavori sono molto diversi. Il ragazzo, ha stilato una sorta di decalogo che racchiude il significato ed il ruolo del concetto di spazio pubblico. Noi, oltre a fare questo, ma in maniera differente, siamo scese più nel dettaglio andando ad analizzare anche le problematiche incidenti sull’area di studio.
A mio parere, credo che i due lavori possano essere integrati, inserendo il lavoro del ragazzo nel nostro documento, nella sezione che noi chiamiamoOsservazioni Generali” .
Prima di approntare modifiche agli elaborati, in comune accordo con questo ragazzo, abbiamo deciso di inviarle i lavori separatamente in modo tale da ricevere un suo consiglio su come procedere.
Noi sapevamo, che andando ad analizzare le singole problematiche dell’area di studio, stavamo approfondendo un po’ troppo quello che era il nostro compito, ma in un certo senso abbiamo ritenuto che questo approfondimento non ci avrebbe condotto fuori tema.
Aspettiamo un suo consiglio su come procedere e la ringraziamo anticipatamente per la sua disponibilità.
Distinti saluti
Cristina Ubaldi
Mi pare di poter concordare con questa ipotesi. Si puo’ avere un “decalogo” di natura per cosi’ dire universale, ed una sua espressione in “politiche” applicata ad un contesto urbano. Per far cio’ occorre che il “decalogo”, chiamiamolo cosi’, contenga non solo delle enunciazioni di principio, ma anche degli obiettivi, sempre generali, per far da guida alle politiche da sviluppare per il contesto. Ad esempio: sono le persone, e non i progetti, a decretare l’utilita’ degli spazi pubblici per la vita urbana. La via Flaminia puo’ essere un ottimo spazio pubblico, ma per diventarlo occorre che sia piu’ frequentata ed utilizzata…la presenza di studenti in chiave anche insediativa e’ forse la migliore agopuntura in questo senso….
Qualche osservazione sul lavoro del gruppo.
Innanzitutto, questo esercizio servira’ ad affinare le capacita’ stilistiche. Ma al di la’ di cio’, molto apprezzabile l’esordio in cu si propone con forza la struttura del documento.
Stato attuale: perche’ si lamenta la “frammentazione” della facolta’? in linea di massima, lo spostamento da un edificio all’altro e’ parte essenziale dell’idea di “campus urbano”…..
.I “principi” assomigliano molto a quelli della Carta di Atene del CIAM. A quelli vi siete ispirati?
Piani bassi, separazione di percorsi: perche’? Interroghiamoci su questo principio, che ci portiamo dietro –anche quello- dai tempi della Carta d’Atene.
Si potrebbe discutere sulla “congestione” del mercatino davanti alla stazione metro. La “congestione” e’ sempre un male? Ben posto invece il problema della utilizzazione notturna….
Cosa vuol dire “l’incessante moltiplicarsi degli interessi privati?”
Insomma: Un inizio molto utile. C’e’ da discutere la personalita’ “top down” e molto “disciplinare” del documento. Aspetto rivelatorio: si introducono criteri per una corretta progettazione, ma non si fa cenno alla consultazione con gli attuali protagonisti della vita del quartiere….
Ed infine, un’ultima esortazione ad una maggiore concretezza: sia nei principi generali che nell’articolazione degli obiettivi per le politiche.
  
Gruppo saggisti
Commenti di dettaglio sulla presentazione:
C’e’ chi non ama gli sfondi ed il vostro docente di riferimento e’ tra costoro, ma indubbiamente questo e’ bello. Non so da dove e’ nata l’idea, ma un anglosassone la capirebbe subito come “pinning things down”- liberamente, “mettere a fuoco le cose”.
4,5. perche’ i dati sulla Sapienza e le altre universita’? Qual’e’ la rilevanza di iscritti e fuori corso?
6. non particolarmente chiari i dati sulla Quaroni. Servirebbe sapere a) la presenza media giornaliera di studenti nella zona; b) quanti degli studenti frequentanti sono fuori sede e quindi presentano una domanda residenziale c) I costi medi delle sistemazioni fai-da-te: affitto, tempi di trasferimento…
8. miracolo urbano. “garantire la sicurezza” non ha molto di miracoloso. Possiamo provare ad alzare il tiro?
10. obiettivo: migliorare la qualita’ delle politiche urbane? Le politiche sono uno strumento, non un obiettivo. Cos’e’ che vorreste conseguire? (Utile il confronto col lavoro del gruppo dei normativi)
12. adesso si comincia a ragionare.
14. pertinente l’esempio della Columbia: in effetti, Piano voleva proprio un “campus in the city” ma la cosa non e’ riuscita. Leggete “Contro l’Architettura” di Franco La Cecla per sapere com’e’ andata….
Piu’ in generale: c’e’ una differenza sostanziale tra una presentazione power point ed un pannello espositivo. La power point e’, appunto, per punti: argomenti ed immagini che servono al relatore per esprimere il suo pensiero in maniera ordinata e convincente. Il vostro compito e’ quello di illustrare l’obiettivo “campus in the city” come contributo al miracolo urbano, inteso primariamente come godimento indifferenziato ed illimitato della citta’ stessa vissuta come libero spazio pubblico. Perche’ contributo? Perche’ la presenza di giovani e’ un apporto fondamentale alla vivacita’ ed alla vitalita’ di un quartiere, e quindi alla sua vivibilita’ in termini di sollecitazione e di sicurezza. E’ questo il motivo per cui le universita’ non dovrebbero essere confinate tra quattro mura, ma partecipare alla vita urbana.
Quindi: focalizzare.

Gruppo storici
La ricostruzione delle vicende di piazzale Flaminio
e dell'area circostante va notevolmente approfondita. (La Porta del Popolo, ad esempio,  è stata ampiamente modificata dal Vespignani. Gli edifici del dazio sono stati demoliti , etc etc)… 
Buono come primo approccio al tema. Adesso occorre uno sforzo per caratterizzare , sistematizzare, e approfondire.
1. Per caratterizzare si intende “dare un carattere” al lavoro. (Titolo: “Alle porte di Roma?”) Poi: qual’e’ la ‘caratteristica’ precipua della storia dell’area di studio? Probabilmente, che la sua storia urbanistica e’ completamente ignorata; e che la sua attuale configurazione e’ il risultato di un’edificazione avvenuta in un periodo di tempo relativamente breve e relativamente recente. Anche, come accennato nel vostro lavoro, accompagnato dalla distruzione di importanti ed irrecuperabili testimonianze necrologiche.
Storia dei caratteri, e caratteri della storia: quali sono gli eventi storici che hanno caratterizzato l’area di studio? Il primo che viene alla mente e’ l’ingresso a Roma della regina Cristina di Svezia, avvenuto proprio da Porta del Popolo. Come si poteva presentare la zona a quell’epoca?
2. Sistematizzare. In genere, le presentazioni degli studenti hanno un carattere “non omogeneo” – insomma poco sistematico. Esempio: e’ utile riportare le varie carte storiche; ma sarebbe ancora piu’ utile riportare su un’unica base, e nella stessa scala, i vari “stadi” dello configurazione urbanistico-ediliza dell’area di studio. Naturalmente si avrebbe una situazione statica per un lunghissimo periodo (un’unica tavola quindi) e poi 3-4 tavole di illustrazione della fase dell’edificazione. Questa tassonomia darebbe il senso della lunga stagnazione e del periodo di intensa edificazione, cui e’ seguito…poco o nulla.
3. Approfondire. Non basta scovare una pianta e presentarla con una semplice illustrazione didascalica. Occorre analizzare (proprio questo fanno gli storici): “toh, guarda cos’e’ successo qui”….”questo non c’era ancora”…”ma possibile che Piazzale Flaminio fosse cosi’ diversa una volta?”
questo non e’ un compitino. La missione dello storico e’ di farsi divorare dalla voglia di scoprire fatti, motivazione, cause.

Gruppo analisti
Commenti generali
Molto buone le foto di giorno e di sera. La documentazione, almeno quella sulla via Flaminia, dovrebbe avere un approfondimento sui tipi edilizi e la
loro origine. etc.etc. Schemi statistici introdotti apoditticamente: perche’ questi e non altri? Ci si e’ fatti prendere la mano dal rombante motore dimenticando un po’ la strada, come capita spesso con  i seducenti mezzi messi a disposizione dagli utensili soffici (software?)

Commenti sulle singole diapositive
1: forse piazzale flaminio non e’ rappresentativo. Meglio una pianta, od una foto non convenzionale.
2. bene la ‘pianta tecnica’, ma perche’ l’informazione privilegiata ed esclusiva sui 49 ettari? In che misura la superficie e’ cosi’ importante?
3. utile e ben fatta. Rivedere l’italiano
4. il titolo e’  “analisi statistiche”. Ce ne saranno ben altre in altri riquadri.
Il dato sugli studenti della Sapienza e’ irrilevante. Trovate dati sulla Quaroni. Si tratta di sapere il numero degli iscritti, tra questi quell in corso, per valutare la “presenza in zona” della comunita’ studentesca.
5. questa tavola e’ utile come introduzione al vostro lavoro, ma non necessaria se cominciamo a pensare alla stesura definitive
6-10 (rilievo fotografico)
simpatica ma forse non particolarmente significativa la sovrapposizione alla carta tecnica perl’individuazione dell’isolato. Trovare un sistema per una lenzuolata di prospetti che ci diano veramente l’idea di come si presenta l’area di studio.
11-13
belle e utili. E particolarmente interessante la ripresa degli stessi luoghi di giorno e di notte.

Gruppo progettisti (a tutt’oggi non pervenuto)
Cominciare ad abbozzare uno schema distributivo; soprattutto guardare esempi di ‘casa dello studente’. Non si tratta di progettare ma di definire tutti i criteri necessari per il progetto (requisiti, area, servizi, n. posti letto etc) immaginando di dover formulare per conto della Sapienza, comune etc un “bando di concorso”.
Quail attrezzature sportive? Dove? (se necessario attraverso interventi di e sproprio).
 Appurate le esigenze degli studenti, cosa si puo’ fare per  “migliorare” il quartiere? Ad esempio, il mix residenza – uffici. Come si puo’ equilibrare? Incentivi, sgravi?
Residenze addizionali per studenti: quali incentivi per appartamenti in affitto in zona?
Piazzale Flaminio: si interra o no?
Vedere villa Borghese. Come sono utilizzati gli spazi verdi? Come sono gli accessi? Studiare un accesso agevole dalla via Flaminia?
Fare un a visita al municipio per informarsi sulle norme che disciplinano lo spazio pubblico (fontanella, panchina, illuminazione pubblica, nettezza urbana…)
Documentarsi sul nuovo  piano regolatore e sulle sue previsioni per l’area di studio. Ad esempio, il piazzale Flaminio è uno  storico terminal fondamentale per il territorio a nord di Roma oltre che un nodo di traffico urbano pubblico e privato. Verificare ( innanzitutto presso il municipio) l’esistenza di
piani di trasformazione ed ammodernamento.

Gruppo allestitori
Certamente, finora il gruppo di allestitori non ha potuto allestire nulla di concreto (siamo ancora in attesa di informazioni precise sulla dimensione dei pannelli). Ma il loro compito e’ anche e soprattutto concettuale. Fin da ora si devono mettere al lavoro per ‘immaginare’ un discorso compiuto e convincente basato sulle premesse del lavoro di corso : carta spazio pubblico [normativi]; il miracolo urbano e lo spazio pubblico [saggisti]; la citta’ come campus (storia , analisi, progetto) [storici, analisti, progettisti].

Roma, gennaio 2011



presentazioni_saggisti_(1) dicembre 2010














per una carta dello spazio pubblico_presentazione normativi (1) dicembre 2010













per una carta dello spazio pubblico_presentazione normativi (1) dicembre 2010


CARTA DELLO SPAZIO PUBBLICO


PRINCIPI E REGOLE PER LO SPAZIO FUNZIONALE

Questo testo enuncia i mezzi per migliorare le condizioni di esistenza nella città moderna, che devono permettere lo svolgere armonioso delle quattro principali funzioni umane:
1.     abitare
2.     lavorare
3.     divertirsi
4.     e spostarsi
La parola Carta ne dimostra la volontà di divenire un manifesto, capace di esprimere principi e diritti fondamentali, di fissare e codificare norme generali.


TRE GRANDI PARTI

1 Osservazioni generali . In questa parte si affrontano i temi dello spazio pubblico in rapporto al suo territorio, alle condizioni economiche e sociali, alla situazione politica, alle ragioni della forte crescita urbana;

2 Lo stato attuale delle città, critiche e rimedi. In questa parte si analizzano i problemi della città e per ogni aspettano si indicano le possibili soluzioni, espresse sotto la dicitura “dobbiamo esigere” (segna la natura progettuale). Questa fase si articola in:

·       Abitazione,
·       Tempo libero,
·       Lavoro,
·       Circolazione,
·       Patrimonio storico della città;

3 Conclusioni - Punti dottrinali.





Elementi fondamentali da tenere a mente:

- Impossibilità di scindere spazio abitabile e spazio esterno
- Definizione di un giusto rapporto tra volumi costruiti e spazi liberi
- impossibilità di scindere fisicità ed aspetto sociale della città











1 OSSERVAZIONI GENERALI

rapporto con la regione (insieme del contesto economico, politico e sociale);
rapporto tra l'individuale e il collettivo (potenziamento della persona nell'ambito del civismo);
Influenza dell'ambiente sullo spazio (Geografia e topografia)
Influenza dell'economia (determina il movimento nel senso del progresso o del regresso)
Situazione politica e sistema amministrativo (Il sistema amministrativo è frutto della situazione politica e ne determina una certa stabilità)
Circostanze particolari che hanno determinato il carattere della città nel corso della storia (difesa militare, scoperte scientifiche, sviluppo progressivo delle comunicazioni e dei mezzi di trasporto…)
Sviluppo della città legato a continui mutamenti
L'avvento della macchina ha provocato gravi turbamenti nel comportamento degli uomini e nella loro distribuzione. Il caos è entrato nella città (affollamento delle città ed abbandono delle campagne)


2 LO STATO ATTUALE DELLE CITTÀ, CRITICHE E RIMEDI

·       ABITAZIONE
Osservazioni
Bassa percentuale di residenze rispetto alla densità edilizia ci troviamo un una zona dove la maggior parte degli edifici incorporano perlopiù funzioni, ma anche residenze.
Abitazioni in zone privilegiate;
Limiti di visuale ;
Scarso irraggiamento solare per i piani bassi;
Congestione delle attività al di fuori dell’edificato.

Assenza di aree verdi pubbliche tra l’edificato, un unico polmone verde: Villa Borghese.

Scarsa valorizzazione dei servizi lungo via Flaminia e del piccolo mercato rionale. Infatti, poco conosciuti e utilizzati, da luogo identitario come era una volta il mercato, diviene zona d’ombra e si preferisce andare nei bar o nelle pizzerie perché più attrezzate ed accoglienti .

Frammentazione e strutture inappropriate per la Facoltà di Architettura “L. Quaroni”. La facoltà non è localizzata in un’unica sede e questo comporta disagi dovuti soprattutto ai continui spostamenti degli studenti e dei docenti da una parte all’altra delle strutture, necessari per lo svolgimento delle diverse attività universitarie.

Dobbiamo esigere
Determinare il rapporto tra residenze e funzioni e nei luoghi in cui le residenze si trovano ai piani più bassi  degli edifici decongestionare il traffico separando i percorsi da destinare ai pedoni da quelli da destinare ai mezzi meccanici

Promuovere l’area del mercato rionale al fine di garantire uno spazio fruibile e gradevole a tutti gli utenti di quest’area, specie all’ora di pranzo dove gli unici punti di attrazione risultano essere Bar , Pizzerie , Ristoranti e Super market.

·       TEMPO LIBERO
Osservazioni
Superfici libere insufficienti ci troviamo in una zona di congestione dovuta del continuo passaggio di mezzi e persone e non esistono, esclusa l’area verde di villa borghese, punti di ritrovo e di incontro sociale.

Situazione critica nella piazza antistante la fermata della metro e del capolinea della ferrovia Roma Nord. Su questa piazza insiste un mercato allestito giornalmente composto da diversi banchi di cui solo 6 sono effettivamente autorizzati a sostare nelle ore del giorno. L’area è fortemente congestionata a causa dell’afflusso dei pendolari che transitano in questa zona ed il livello di ordine ed igiene è spesso precario, aggravato ulteriormente dalle attività notturne connesse alla vendita abusiva che permangono sull’area.

Ubicazione eccentrica delle aree libere non consente un giusto rapporto tra volumi costruiti ed aree libere che deve essere rispettato per garantire la salute pubblica, fornendo gli spazi per le ore libere dal lavoro.

Dobbiamo esigere
Le aree libere presenti tra l’edificato dovranno essere rivalutate e riorganizzate in favore dell’incontro sociale e dell’uso collettivo.

Organizzare un sistema di maggiore controllo della piazza del mercato specie nelle ore notturne.

Fissare un programma ricreativo che comporti attività diverse creando aree attrezzate per il ristoro, proporzionate al bacino di utenza.

·       LAVORO
Osservazioni
Situazione critica dei trasporti. L’area di Piazzale Flaminio è un nodo di scambio su cui convergono: la stazione metropolitana della linea A, il capolinea della ferrovia Roma Nord, il capolinea dei tram ed il servizio urbano degli autobus. Il servizio che offrono questi mezzi risulta spesso insufficiente, specie nelle ore di punta, a raccogliere il bacino di utenza che vi insiste. Inoltre le stazioni della metro e della ferrovia presentano carenze dal punto di vista strutturale e formale.

Dobbiamo esigere
Potenziare le linee del trasporto pubblico aggiungendo più corse e adeguare dal punto di vista strutturale le stazioni ed i sottopassi esistenti.


·       CIRCOLAZIONE
Osservazioni
Situazione critica dei percorsi pedonali. Strettamente connessa alla situazione del trasporto pubblico, anche gli attraversamenti pedonali, in alcuni punti, rappresentano una criticità. La mole di persone che lascia le sedi del trasporto pubblico per muoversi a piedi trova ostacoli specie nell’attraversamento di Viale del Muro Torto.

Viabilità su gomma. Nonostante la recente ridestinazione di alcune parti che prima erano carrabili, ad aree pedonali e riservate ai tram( Via Flaminia), si riscontrano ancora forti congestioni del traffico specie lungo le arterie principali.

Dobbiamo esigere
Indagini statistiche sulla portata e sul tipo di traffico in modo da prevedere delocalizzazioni e percorsi secondari, collegando il trasporto su gomma al trasporto pubblico su ferro in aree che fungano da nodo di scambio corredati da adeguati parcheggi.

Prevedere nuovi punti di attraversamento pedonale delle grandi arterie, proporzionati alla mole di affluenza, introducendo dove necessario dei sottopassi.


·       PATRIMONIO STORICO DELLA CITTÀ
Osservazioni
Salvaguardia dei valori architettonici degli edifici isolati e dei nuclei urbani, laddove gli edifici e le parti urbane non sono già state opportunamente restaurate.

Dobbiamo esigere
Indagine sullo stato di conservazione dei manufatti edilizi e delle parti urbane al fine di pianificare le modalità di intervento.


3 CONCLUSIONI - PUNTI DOTTRINALI

La città presenta un carattere di disordine, dovuto soprattutto alla compresenza di diverse funzioni ed al suo ruolo di nodo di scambio. Ciò non soddisfa i bisogni psicologici e biologici dell'uomo.

Incessante moltiplicarsi degli interessi privati.

La città nel suo complesso e gli spazi pubblici devono assicurare la libertà individuale e i benefici dell'azione collettiva.

Il ciclo delle funzioni sarà regolato con rigorosa economia di tempo, avendo al centro di tutto il processo il connubio tra alloggio e funzione.

Le nuove necessità e lo stile di vita frenetico hanno sconvolto l'ambiente urbano congestionandolo.

Articolazione del traffico pedonale e carrabile.

La città deve essere studiata nell'insieme della sua regione di influenza e per essa dovranno essere fatte previsioni numeriche di sviluppo che ne orienteranno la gestione.

Stabilire il proprio programma ed emanare le leggi che ne consentano l'attuazione (organizzare, localizzare, prevedere).

L'architettura dovrà essere funzionale ai bisogni dell'uomo.

Utilizzare la tecnica moderna nella progettazione (è necessario avvalersi di diversi specialisti).

Fattori politici, sociali ed economici influenzeranno lo sviluppo urbano.

presentazione normativi (Nastasi) (1) dicembre 2010












presentazione gruppo analisti (1) dicembre 2010