Wednesday, December 29, 2010
I GRUPPI DI LAVORO al 21.12.2010 (aggiornamento)
1. GRUPPO DEI NORMATIVI (DEFINIZIONE, CARTA SPAZIO PUBBLICO): Nastasi,Ubaldi, Rozzi, Paiola2.GRUPPO DEI SAGGISTI (LA CITTA’ COME CAMPUS, IL MIRACOLO URBANO (V. PROGRAMMA SINTETICO): Audisio,Scarpinelli, Nartellucci, Montini3. GRUPPO DEGLI STORICI (ESTESO ALL’INTERO ASSE P.ZA DELPOPOLO – PONTE MILVIO); Adimari, Sorgente, Conti, D’Aguanno, Fasano, rienzo, Mercuri4. GRUPPO ANALISTI (FOTO, VIDEO, DISEGNI, INTERVISTE, CARTOGRAFIA, RICERCA); Amadio, Findikoglu, Quintavalle, Gallato5. GRUPPO PROGETTISTI (IPOTESI LOW-COST DI AGOPUNTURA URBANA SU SPAZI PUBBLICI MERITEVOLI DI INTERVENTO/ATTUAZIONE):6. GRUPPO ALLESTITORI (NARRAZIONE, PANNELLI, VIDEO, EVENTI CREATIVI, ETC): Colazzo, Quaglia, Russo, Pignanelli, Salvitti Federica, Di Vona Francesca, Campioni Claudio,Piterà Quattromani Ilaria, Di Bartolomeo Alessio, Tentori Luca, Guerrini Ester.
Monday, December 13, 2010
GRUPPO ALLESTITORI - LAVORO PER VENERDI' 17 DICEMBRE
Appuntamento: aula G-13, venerdi' 17 dicembre, ore 13
GRUPPO ALLESTITORI– Lezione 10 dicembre 2010 e lavoro per venerdi’ 17 dicembre
Appunti
- Il compito degli allestitori e’ molto impegnativo. Si tratta infatti di immaginare una serie di pannelli che documentino in maniera incisiva e persuasive il percorso “Campus in the City”. L’ipotesi di partenza , tutta da verificare, e’ di cinque pannelli;
- La storia
- Oggi
- Il miracolo urbano e l’idea di “campus in the city”
- Per una carta dello spazio pubblico
- Idee di agopuntura urbana
COMPITI PER LA PROSSIMA SETTIMANA
- preparazione “scaletta” dei pannelli da comporre.
- presentazione powerpoint.
GRUPPO PROGETTISTI - LAVORO PER VENERDI' 17 DICEMBRE
Appuntamento: aula G-13, venerdi' 17 dicembre, ore 12:30
GRUPPO PROGETTISTI– Lezione 10 novembre 2010 e lavoro per venerdi’ 17 novembre
Appunti
- Attorno all’idea del “Campus in the City”. Un’agopuntura utile: combinare la necessita’ di dare piu’ vita alla zona di studio caratterizzata da una forte connotazione terziaria con la drammatica necessita’ di residenze per i molti studenti fuori sede della Quaroni. Progetto di residenza universitaria. Ricerca della collocazione piu’ adatta. Zona parcheggio ex Fiat?
- Altri temi di agopuntura. IL mercatino rionale. Il pasticcio orrendo di Piazzale Flaminio.
COMPITI PER LA PROSSIMA SETTIMANA
- preparazione “scaletta” delle ipotesi di agopuntura urbana.
- presentazione powerpoint.
GRUPPO SAGGISTI - LAVORO PER VENERDI' 17 DICEMBRE
Appuntamento: aula G-13, venerdi' 17 dicembre, ore 12
GRUPPO SAGGISTI– Lezione 10 dicembre 2010 e lavoro per venerdi’ 17 dicembre
GRUPPO SAGGISTI– Lezione 10 dicembre 2010 e lavoro per venerdi’ 17 dicembre
COMPITI PER LA PROSSIMA SETTIMANA
- preparazione “scaletta” dei due saggi sul “MIracolo Urbano” e sul “Campus in the City”
- presentazione powerpoint
GRUPPO NORMATIVI - LAVORO PER VENERDI' 17 DICEMBRE
Appuntamento: aula G-13, venerdi' 17 dicembre, ore 11:30
GRUPPO NORMATIVI– Lezione 10 dicembre 2010 e lavoro per venerdi’ 17 dicembre
GRUPPO NORMATIVI– Lezione 10 dicembre 2010 e lavoro per venerdi’ 17 dicembre
Appunti:
- linguaggio semplice, breve e chiaro per la CARTA DELLO SPAZIO PUBBLICO
COMPITI PER LA PROSSIMA SETTIMANA
- preparazione “scaletta” della carta
- presentazione powerpoint
GRUPPO ANALISTI - LAVORO PER VENERDI' 17 DICEMBRE
Appuntamento: aula G-13, venerdi' 17 dicembre, ore 11
GRUPPO ANALISTI– Lezione 10 dicembre 2010 e lavoro per venerdi’ 17 dicembre
GRUPPO ANALISTI– Lezione 10 dicembre 2010 e lavoro per venerdi’ 17 dicembre
Appunti:
- Presentazione e discussione degli spunti “elenco” e “numeri” (v. blog) presentati nel corso della lezione del 10 novembre.
- Ipotesi centrale: debolezza delle funzioni residenziali rispetto alle funzioni affari e servizi, ivi compresa l’attivita’ universitaria.
COMPITI PER LA PROSSIMA SETTIMANA
- revisione e completamento dell’”elenco”.
- Ricerca di dati per la compilazione dei dati di cui all’appunto “numeri”, con eventuale integrazione.
- Messa a punto di metodologia per il rilievo fotografico, mediante la corrispondenza dei prospetti alle piante catastali (come da suggerimenti del Prof. Monti).
- Istantanee diurne (ore 12) e serali per documentare gli “scarti di vitalita’” della zona di studio.
- Il tutto propedeutico alla fase di progettazione “Campus in the City”, che sviluppera’ l’ipotesi di un riequilibro residenziale attraverso la residenza studentesca.
- Preparazione di presentazione powerpoint.
GRUPPO STORICI - LAVORO PER VENERDI' 17 DICEMBRE
Appuntamento: aula G-13, venerdi' 17 dicembre, ore 10:30
GRUPPO STORICI – Lezione 10 dicembre 2010 e lavoro per venerdi’ 17 dicembre
GRUPPO STORICI – Lezione 10 dicembre 2010 e lavoro per venerdi’ 17 dicembre
Appunti:
Dalla rep al IV sec. D.C. I margini [gli argini] del tevere erano controllati
- per 1500 anni la zona non e’ utilizzata
fino alla costruzione degli argini: boom edilizio
dagli anni 50 ad oggi succede molto poco
La zona tra piazzale flaminio e belle Arti e delimitata dalla nostra area di studio
Presentava un tempo ville, campi coltivati e qualche attivita’ manufatturiera
I muraglioni vengono costruiti dopo la costituzione di Roma come capitale d’
Italia. Costruzione che viene appoggiata dai proprietari delle terre vogliono costruire nuove case sui propri terreni per acquisire piu denaro. (meglio: “dai proprietari delle aree motivati dalla prospettiva di far quattrini nella fase di grande espansione di Roma Capitale”)
Elaborati suggeriti:
- piante storiche
- tavole dei vari piani regolatori succedutisi nel tempo
COMPITI PER LA PROSSIMA SETTIMANA
Usando la stessa base cartografica, preparare tre elaborati per documentare i momenti significativi dello sviluppo edilizio e degli interventi di iniziativa pubblica della zona di studio, ampliata in questo caso fino a Ponte Milvio. Godiamo del vantaggio di avere di fronte di noi un palinsesto, e cioe’ una crescita per successivi completamenti senza che vi siano mai stati grossi interventi di demolizione e ricostruzione (l’unica eccezione e’ forse il vecchio stadio Torino, sostituito per le Olimpiadi del 60 dallo stadio Flaminio).
Gli elaborati saranno scelti per documentare cartograficamente alcuni grandi interventi e/o fasi di completamento edilizio che si sono succeduti nel tempo.
Ad esempio:
la costruzione degli argini del Tevere e dei lungoteveri delle Navi e Flaminio;
il completamento edilizio Piazzale Flaminio-Belle Arti;
il completamento edilizio Belle-Arti- Ponte Milvio;
le realizzazioni per le Olimpiadi (stadi, villaggio Olimpico);
auditorium, Maxxi, sistemazione sponde del Tevere.
La documentazione offerta suggerisce tre stati di fatto:
Al 1870
Al 1960
Al 2010
TRACCIA CRONOLOGICA
Puo’ aiutare ad inquadrare il tutto una traccia cronologica:
30 settembre 1870: appena dieci giorni dopo la breccia di Porta Pia, entra in funzione “una Commissione formata da architetti e ingegneri incaricata di studiare “ampliazione e abbellimenti della citta’”. Servono abitazioni e ministeri.
1872-1878: viene completato il primo dei nuovi ministeri, quello delle finanze a via XX Settembre, che nell’idea di Quintino Sella avrebbe dovuto costituire l’”asse direzionale”della nuova capitale. Ma molti degli altri finiranno per collocarsi altrove.
26 dicembre 1870: Roma e’ vittima di una delle esondazioni del Tevere piu’ severe della sua intera storia.
1870-1883: Inizia la fase di trasformazione della capitale. In questo periodo, Roma rimane priva di piano regolatore.
1876-1900: costruzione dei “muraglioni d’argine” del Tevere.
1881: censimento: Roma conta 263.462 abitanti.
1883: viene approvato il Piano Regolatore dell’ingegner Alessandro Viviani, direttore dell’Ufficio d’Arte comunale.
1883-1888: gli anni della “febbre edilizia”.
1901: Villa Borghese, acquistata dallo stato italiano per 3 milioni di lire dell’epoca (circa venti milioni di euro d’oggi), viene ceduta al Comune di Roma per essere aperta al pubblico. (Domanda: come mai Villa Borghese non ha fatto la fine di Villa Ludovisi? Come mai i comuni italiani sono tanto piu’ poveri oggi? Quanto e’ costato l’esproprio di Villa Doria Pamphili? )
1909: viene approvato il nuovo piano redatto per il Sindaco Nathan da Edmondo Sanjust di Teulada, capo del Genio Civile di Milano .
Notare come l’asse della via Flaminia separi ad ovest una zona di nuovi insediamenti intensivi (“fabbricati”), e ad est una zona a verde destinata a “villini” e “giardini” .
Piu’ in generale, e’ da apprezzare la selettivita’ del piano Nathan-Sanjust nelle sue scelte di espansione intensive, colorate in rosso. A nord ovest, il complesso Piazza Mazzini-Flaminio ai due lati del Tevere; a nord est, Piazza Verbano e Piazza Bologna; ad est, il “quartiere popolare” di San Lorenzo, a sud-est, l’Appio Tuscolano. La densificazone complessiva e’ pesante, ma e’ compensata da tre gigantesche pause di verde: Villa Borghese-Villa Ada a nord, Villa Pamphili ad ovest, la passeggiata archeologica a sud.
In basso, il particolare del progetto di completamento del Flaminio sud.
1911: cinquantenario dell’unita’ d’Italia. Oltre allo scempio dell’altare della Patria viene realizzato il grande progetto dell’Esposizione internazionale. Un nuovo ponte, il Ponte Risorgimento, collega la piazza d’Armi in Prati, con i suoi padiglioni espositivi poi smantellati, alla “Valle Giulia”, collegata alla villa Borghese e destinata ad accogliere la Galleria delle Belle Arti (poi Galleria Nazionale di Arte Moderna) e delle accademie d’arte straniere.
1912-1918: costruzione del Ministero della Marina tra la via Flaminia ed il lungotevere.
1931: Roma ha quasi un milione di abitanti. Viene approvato il nuovo piano regolatore, redatto dall’architetto del regime: Marcello Piacentini.
Notare (quadro sottostante) come l’area a verde pubblico di Villa Borghese si estendesse praticamente fino alla via Flaminia creando una grande isola di verde delimitata a nord dal complesso di Valle Giulia.
1960: vengono realizzate la via Olimpica, i due stadi al Flaminio ed il villaggio Olimpico.
1965: viene approvato un nuovo piano regolatore, firmato da Lugli, Valori, Piccinato, Fiorentino.
Notare gli ampi ritagli di verde privato alle spalle del primo tratto della via Flaminia. Il grazioso regalo dell’Auditorium ai cittadini romani sara’ in seguito realizzato in una fetta di verde pubblico originariamente destinata a saldarsi con Villa Glori e Villa Ada, gran parte della quale e’ oggi asfaltata e destinata a parcheggio. Domanda: le sale da concerto dell’Auditorium sono spazio pubblico?
2008: a 43 anni di distanza dal suo predecessore, viene approvato un nuovo piano regolatore, che e’ quello vigente. Ecco il foglio relativo alla nostra area d’esame[1]. Le aree delimitate da un tratto continuo in nero sono quelle ove gli uffici comunali devono ancora apportare le modifiche approvate sullo schema del piano adottato. Verificare: ma la striscia verde continua lungo l’ansa del Tevere e’ veramente verde pubblico?
Wednesday, December 8, 2010
L’AREA DI STUDIO: CAMPUS-IN-THE-CITY
Ipotesi di partenza, obiettivi di lavoro, esempi di indicatori d’indagine (elenchi, “numeri”)
Dal nome proposto per l’area di studio, Campus-in-the-City, discendono i criteri per l’individuazione dei suoi confini. Si parte dalla realta’ di una sede di una facolta’ e di un dipartimento universitario di Sapienza Universita’ di Roma e la si pone al centro di un intorno urbano delimitato in maniera arbitraria , con l’unico obiettivo di cogliere alcuni elementi urbani caratterizzanti che potrebbero costituire punti di dialogo con la popolazione universitaria. A sud, Piazza del Popolo; ad ovest, un tratto del fiume Tevere; a nord, il viale Belle Arti; ad est, un importante parco urbano.
L’IPOTESI DI PARTENZA
L’ipotesi di partenza e’ che la comunita’ universitaria (assimilata ai nostri fini ad un gruppo di cittadini) vive la sua esistenza senza alcun rapporto reale con il quartiere in cui si trova (assimilato a spazio pubblico). Il paradosso e’ che si tratta di una comunita’ costituita in massima parte da futuri architetti e urbanisti. Interventi occorsi recentemente nel quartiere, come ad esempio la riqualificazione della linea tranviaria sulla via Flaminia, sembrano essere stati vissuti con indifferenza. Molti degli studenti passano un minimo di tre anni nel quartiere senza sapere nullla della sua storia urbanistica, senza utilizzarne con cotinuita’ l’offerta di spazio pubblico, senza aver visitato le sue emergenze storico-artistiche, come la Chiesa di Santa Maria del Popolo a nord od il Museo di Villa Giulia a sud, o aver mai fruito della sua offerta di cultura (ad esempio, la Filarmonica Romana). Allo stesso tempo, le uniche presenze non universitarie interessate alla comunita’ accademica sono, non a caso, gli esercizi specializzati e della ristorazione che vivono in gran parte della clientela studentesca. Ma anche in questi casi si tratta per lo piu'di rapporti anodini e strettamente commerciali. Ed ancora piu’ paradossalmente, sono le emergenze locali della cultura a non intrattenere alcun dialogo con una presenza che della cultura rappresenta l'eccellenza – l’universita’.
OBIETTIVI DEL LAVORO SULL’AREA DI STUDIO
Il progetto di corso si pone innanzitutto l’obiettivo di documentare la storia e le caratteristiche attuali dell’area di studio. Fatto questo, si trattera’ di rispondere ai seguenti questiti : a) che rapporto esiste tra questa porzione di citta’ e la presenza di una consistente popolazione studentesca? b) in che maniera questa presenza universitaria potrebbe dar luogo a sinergie positive in modo da trasformare un rapporto occasionale e distaccato in un vero Campus in the City? c) in che maniera gli spazi pubblici potrebbero contribuire a dar vita a questo progetto?
LE CARATTERISTICHE ATTUALI DELL’AREA DI STUDIO
Un elenco
Gli elenchi sono al momento di moda. Proviamo a costruirne uno composto dalle caratteristiche che emergono ad occhio nudo da un’osservazione dell’area di studio:
1. un tram
2. tanta gente di giorno, poca gente di notte
3. molti muri pieni di manifesti
4. una cabina telefonica dismessa
5. una ex showroom non inutilizzata
6. un parcheggio che fa da aula
7. molti misteriosi edifici di cui non si sa nulla
8. pendici verdi ad est del costruito, di cui si sa egualmente poco
9. un mercatino rionale frequentato non si sa bene da chi
10. una stazione della metropolitana, e davanti un mercatino vu cumpra’
11. un numero enorme di bar e pizzerie al taglio
12. pochi bambini
13. un museo dei bambini
14. molti studenti, di giorno
15. una societa’ filarmonica
16. un enorme ministero
17. un vialone rumoroso e pieno di traffico, ed al di la’ il Tevere
………………………….
Numeri
Popolazione alle ore 12 di un giorno feriale:
Popolazione alle ore 24 di un giorno feriale:
Residenti: Frequentatori a scopo di lavoro: comunita’ universitaria:
Tempo medio impiegato dagli studenti per arrivare in sede:
Numero di ore passate in zona da uno studente nel corso dell’anno:
Numero esercizi commerciali ed attivita’ imprenditoriali messi su in loco da studenti:
Numero attivita’ culturali extradisciplinari organizzati dagli studenti nel corso di un anno:
Numero di ore passate nel quartiere dopo il termine dell’orario di lavoro universitario:
Somma annuale media spesa da uno studente nell’area di studio:
Somma annuale media spesa da uno studente nell’area di studio per rifocillarsi:
Somma annuale media spesa da uno studente nell’area di studio per stampe, riproduzioni, etc:
Somma annuale media spesa da uno studente nell’area di studio (altre voci):
Numero appartamenti per studenti disponibili nel raggio di 10 chilometri:
Numero di ore passate all’anno a passeggiare per il quartiere:
………………………………………..
Friday, December 3, 2010
3 DICEMBRE 2010: UN BUON USO DI UNO SPAZIO PUBBLICO
Oggi, 3 dicembre, gli studenti della Quaroni hanno usato lo spazio pubblico di Piazzale Flaminio per esprimere la loro opinione in merito alla proposta di legge sulla riforma dell'universita'. Un buon uso di uno spazio pubblico!
La scritta sullo striscione legge "L'istruzione non si taglia". La manifestazione si e' svolta pacificamente e senza incidenti. Prosegue l'occupazione della facolta', almeno fino a domenica.
(Foto E. Monti)
La scritta sullo striscione legge "L'istruzione non si taglia". La manifestazione si e' svolta pacificamente e senza incidenti. Prosegue l'occupazione della facolta', almeno fino a domenica.
(Foto E. Monti)
1 DICEMBRE: LEZIONE ED ESERCITAZIONE DI TECNICA FOTOGRAFICA
1 Dicembre- Corso di Politiche Urbane- extempore di tecnica fotografica
in via Flaminia con il gruppo "Analisti" (Amadio,Findikoglu,Quintavalle e
Callato).
Argomento della lezione: : modalità di ripresa per le foto di architettura, in particolare quando si devono comporre insieme più immagini per ottenere una panoramica.
L'esercitazione pratica ha riguardato la ripresa fotografica digitale del fronte degli isolati del lato ovest della Via Flaminia, a partire da Piazzale Flaminio.
Tuesday, November 30, 2010
26 novembre - DA PORTA DEL POPOLO A PONTE MILVIO: UN QUARTIERE DI ROMA E IL TEVERE
La lezione di venerdi’ 26 novembre e’ stata tenuta dal Prof. Eugenio Monti.
Fino alla fine del XIX secolo l’area oggetto di studio era virtualmente inedificata, prevalentemente a causa delle regolari esondazioni del Tevere. Solo con la costruzione degli argini del Tevere, iniziati nel 1877 e completati nel 1926, l’area diviene oggetto di interventi, prima di carattere industriale e viario e poi residenziale intensivo. Ben prima della seconda guerra mondiale il “Quartiere Flaminio” puo’ dirsi completamente edificato. Dal punto di vista morfologico, tuttavia, la via Flaminia, tracciata nel IV secolo avanti Cristo, rimane l’asse principale di questa zona di Roma ed anzi, fino a tutti gli anni ’60, la direttrice di penetrazione viaria da nord al centro storico di Roma.
Non esistono molti studi organici sulla storia urbanistica del Flaminio nel corso degli ultimi 150 anni. E’ peraltro affascinante ricostruire questa evoluzione a partire dalle prime testimonianze cartografiche disponibili:
Carta di Roma del Genio Militare Francese, 1868
Carta di Roma del Genio Militare Italiano, 1875
Carta di Roma del Genio Militare Italiano, 1900
"Carta Tecnica", ca. 1992
Riferimenti bibliografici:
Fotografi Fratelli Alessandri, Foto storiche delle rive del Tevere prima degli argini, Governatorato di Roma
Cesare D’Onofrio, Il Tevere, Romana Societa’ Editrice, Roma 1980.
Giuseppe Lugli, Itinerario di Roma Antica, Editore Periodici Scientifici, Milano 1970.
Friday, November 19, 2010
I GRUPPI DI LAVORO AL 19.11.2010
1. GRUPPO DEI NORMATIVI (DEFINIZIONE, CARTA SPAZIO PUBBLICO): Ubaldi, Rozzi, Paiola
2.GRUPPO DEI SAGGISTI (LA CITTA’ COME CAMPUS, IL MIRACOLO URBANO (V. PROGRAMMA SINTETICO): Scarpinelli, Montini
3. GRUPPO DEGLI STORICI (ESTESO ALL’INTERO ASSE P.ZA DELPOPOLO – PONTE MILVIO); Adimari, Sorgente, Conti, D’Aguanno, Fasano, rienzo, Mercuri
4. GRUPPO ANALISTI (FOTO, VIDEO, DISEGNI, INTERVISTE, CARTOGRAFIA, RICERCA); Amadio, Findikoglu, Quintavalle, Gallato
5. GRUPPO PROGETTISTI (IPOTESI LOW-COST DI AGOPUNTURA URBANA SU SPAZI PUBBLICI MERITEVOLI DI INTERVENTO/ATTUAZIONE):
6. GRUPPO ALLESTITORI (NARRAZIONE, PANNELLI, VIDEO, EVENTI CREATIVI, ETC): Colazzo, Quaglia, Russo, Pignanelli, Colazzo, Quaglia, Russo, Pignanelli
19.11.2010: ORGANIZZAZIONE DEL LAVORO
19.11.2010: ORGANIZZAZIONE DEL LAVORO
In questa lezione sono stati esposti alcuni degli “outputs” che il corso potrebbe produrre come contributo alla prima biennale dello spazio pubblico. Eccoli:
PANNELLI VIRTUALI:
2. CARTA DELLO SPAZIO PUBBLICO
3. LA CITTA’COME MIRACOLO URBANO
3. PROGETTARE LO SPAZIO PUBBLICO: LO SPAZIO PUBBLICO COME INCONTRO: UNIVERSITA’/QUARTIERE, “CAMPUS IN THE CITY”
4. LA STORIA
5. LA SITUAZIONE ATTUALE (FOTO, DISEGNI, INTERVISTE, CARTOGRAFIA, GOOGLE MAPS)
6. GLI INTERVENTI (AGOPUNTURA URBANA)
7. GLI EVENTI ( LA “CITY WALK”; LA RAPPRESENTAZIONE NELL’ATRIO DI FACOLTA’ A VIA FLAMINIA…..ESPOSIZIONE A VIA FLAMINIA; ESPOSIZIONE ALLA CASA DELL’ARCHITETTURA…)
8. LA RAPPRESENTAZIONE (FOTO VIDEO SEQUENZE RACCONTI PANNELLI)
Si e’ poi proceduto a discutere una metodologia per la suddivisione degli studenti in gruppi di lavoro. Sulla base del primo sopralluogo virtuale dell’area di studio, l’ ”asse via flaminia”, sono state ipotizzate alcune aree di studio (mercatino di roma nord, mercatino rionale, lungotevere, filarmonica romana, le misteriose pendici di villa strohl-fern):
Tuttavia, questa suddivisione di tipo territoriale e l’assegnazione a diversi gruppi, secondo metodi convenzionali di lavoro, avrebbe potuto portare ad una forte disomogeneita’ di risultati, e possibili “accavallamenti disciplinari” . Ci si e’ cosi’ orientati verso un approccio esteso all’intera area ma governato da chiare scelte disciplinari, invitando gli studenti a scegliere il settore di lavoro piu’ consono alle proprie inclinazioni , esperienze ed aspirazioni. Sono cosi’ emersi, sulla scorta del primo appunto sugli “outputs di corso”, i seguenti settori di lavoro, aperti all’adesione degli studenti secondo gruppi di affinita’:
1. GRUPPO DEI NORMATIVI (DEFINIZIONE, CARTA SPAZIO PUBBLICO);
2.GRUPPO DEI SAGGISTI (LA CITTA’ COME CAMPUS, IL MIRACOLO URBANO (V. PROGRAMMA SINTETICO);
3. GRUPPO DEGLI STORICI (ESTESO ALL’INTERO ASSE P.ZA DELPOPOLO – PONTE MILVIO);
4. GRUPPO ANALISTI (FOTO, VIDEO, DISEGNI, INTERVISTE, CARTOGRAFIA, RICERCA);
5. GRUPPO PROGETTISTI (IPOTESI LOW-COST DI AGOPUNTURA URBANA SU SPAZI PUBBLICI MERITEVOLI DI INTERVENTO/ATTUAZIONE);
6. GRUPPO ALLESTITORI (NARRAZIONE, PANNELLI, VIDEO, EVENTI CREATIVI, ETC).
Le prime adesioni ai sei gruppi sono nel prossimo post.
Nei prossimi giorni si procedera’ ad una calendarizzazione delle presentazione delle fasi di avanzamento del lavoro di ognuno dei gruppi, a cominciare dal “gruppo degli storici”, la cui presentazione e’ fissata a due settimane da oggi: venerdi’ 3 dicembre.
Una notazione importante: ogni gruppo di lavoro, attraverso le presentazioni, avra’ l’opportunita’ di accogliere I commenti ed i suggerimenti da perte del resto del corso.
Wednesday, November 17, 2010
prenotazione per workshop biennale spazio pubblico
Cio' che segue e' il programma del corso con qualche piccolo aggiornamento, che e' stato inserito come post sul sito della Biennale dello Spazio Pubblico per prenotare uno spazio alla Biennale stessa al fine di illustrare l'esperienza di corso.
DIPLOMA DI LAUREA MAGISTRALE IN PIANIFICAZIONE DELLA CITTA’, DEL TERRITORIO E DELL’AMBIENTE, FACOLTA’ DI ARCHITETTURA , SAPIENZA UNIVERSITA’ DI ROMA
CORSO DI POLITICHE URBANE (Docente: pietro.garau@uniroma1.it)
PROGRAMMA SINTETICO
In vista della prima Biennale dello Spazio Pubblico che si concludera’ a Roma nel maggio prossimo, il corso di Politiche Urbane del Corso di Laurea Magistrale in Pianificazione della Citta’, del Territorio e dell’Ambiente della Facolta’ di Architettura di Sapienza Universita’ di Romad (anno accademico 2010-2011), intende sviluppare il tema della biennale sotto un doppio profilo. Il primo profilo e’ quello della citta’ intesa come spazio pubblico nella sua interezza, ovverossia come ambiente di vita accessibile a tutti e non precluso da alcun impedimento di natura economica, spaziale o temporale – ed in quanto tale, espressione esemplare del concetto stesso di spazio pubblico. Il secondo e’ invece quello della citta’ come spazio privilegiato del pubblico, e cioe’ degli obiettivi, delle politiche, degli interventi e delle funzioni deputate ad entita’ rappresentative dell’intera collettivita’ insediata e miranti al soddisfacimento delle esigenze comuni.
Il primo aspetto ( “La Citta’ come Campus”) sara’ affrontato attraverso la riappropriazione cognitiva di uno spazio pubblico urbano di prossimita’ che gli studenti normalmente prendono per scontato: il tratto di via Flaminia che, partendo da Porta del Popolo, lambisce gli spazi dove si svolge la didattica di facolta’ ed arriva all’asse della cultura (Auditorium e Maxi). L’enfasi sara’ rivolta agli spazi piu’ “umili” e meno conosciuti, e l’esperimento finalizzato alla riscoperta della ricchezza trascurata che la citta’ sa offrire a tutti coloro che sono interessati a riappropriarsene. Questa riappropriazione cognitiva sara’ effettuata mediante letture preparatorie, illustrazioni ex catedra, dibattiti, ed esercitazioni (disegni, riflessioni, fotografie, film, interviste, restituzioni planovolumetriche), e potra’ dare spunto a proposte progettuali per un “campus urbano virtuale” basato sul colloquio permanente tra la facolta’ e la citta’.
La componente fotografica del corso potra’ confluire nel concorso “Fotografa il tuo quartiere” progettato per stimolare contributi al tema della Biennale da parte di studenti universitari.
Il secondo aspetto, di natura piu’ astratta, sara’ esplorato mediante una riflessione sulla citta’ come meraviglia di convivenza civile, e dei modi anch’essi largamente ignorati in cui si e’ arrivati alla citta’ che oggi conosciamo: l’”urbs publica” in grado di garantire tutte le funzioni caratteristiche dell’urbanita’ – la circolazione, l’incontro, lo scambio, il consumo, l’igiene pubblica, l’amenita’, la ricreazione, il lavoro, la sicurezza, la cultura.
Il corso avra’ inizio nel novembre 2010 e terminera’ alla fine del mese di febbraio 2011. Ci si augura che la sintesi di questa esperienza possa essere presentata all’evento conclusivo della Biennale programmato per I giorni 11-12-13 maggio del prossimo anno.
BIBLIOGRAFIA ESSENZIALE
Siti: http://www.biennalespaziopubblico.it/ , http://politicheurbane-pcta.blogspot.com/
Testi: -Jaime Lerner, Agopuntura Urbana (trad. italiana a cura del corso)
-Jane Jacobs, Vita e morte delle grandi città. Saggio sulle metropoli americane(2009). Roma, Einaudi, pp. 426 , E. 25. http://www.bol.it/libri/Vita-morte-grandi-citta./Jane-Jacobs/ea978880619724/
Friday, November 12, 2010
TEST: 19 NOVEMBRE
VENERDI' 19 NOVEMBRE SARA' SOMMINISTRATO UN TEST MULTICHOICE SUL LIBRO "AGOPUNTURA URBANA" CONTENUTO IN QUESTO BLOG.
IL DOCENTE
IL DOCENTE
Thursday, November 11, 2010
6. FORUM: I PRIMI DUE INTERVENTI
SPAZIO PUBBLICO TRA CITTA’ NUOVE E CITTA’ VECCHIE
di Mario Spada
PUBLIC SPACE BETWEEN NEW AND OLD CITIES
(by Mario Spada)
La città cinese di Chongquing rappresenta il progetto di sviluppo urbano più importante del mondo. E' una megalopoli di 32 milioni di persone che cresce nella misura di 1 milione di nuovi abitanti ogni anno, tra nebbia e smog.
The Chinese city of Chingquing is the biggest urban development project in the world. It is a 32-million megalopolis growing at the rate of one million new residents a year, embraced by fog and smog.
Un'immagine notturna la fa somigliare a New York con tanto di torri gemelle che in questo caso sono due brutte copie del Crysler.
Seen at night it resembles a New York with its two twin towers, which – in this case – look like a bad copy of the Chrysler building.
Il Pil del 2009 ha registrato una crescita del 14,9%, più di 5 punti superiore al già altissimo Pil della Cina. Un ricercatore del Ministero dello sviluppo rurale ed urbano intervistato da una giornalista dello statunitense Foreign Policy ( Internazionale del 1/7 ottobre 2010) dice :”in teoria tutto lo sviluppo deve essere pianificato ma i Comuni prendono iniziative autonome perché i piani non sono vincolanti. Fare l'urbanista è più un'aspirazione che un mestiere: per lo più si tratta di approvare piani in via di realizzazione“.
In 2009, its GDP grew by 14.9 per cent, 5 points higher than China’s own very high mark.
A researcher from the Ministry of Urban and Rural Development says: “In theory, all development is meant to be planned, but municipalities take their own initiatives independently as plans are not binding. Being a planner is more an aspiration than a profession: basically, it’s really about approving plans already being implemented”.
Fatte le dovute differenze sembra di sentire parole familiari anche da noi. Lo spazio pubblico a Chongquing è praticamente limitato alle grandi infrastrutture viarie che di volta in volta sono realizzate per consentire la circolazione . Tra un grattacielo e l'altro lo spazio libero è davvero poco tant'è che circola un detto:”se hai bisogno di prendere in prestito dei soldi non devi far altro che sporgerti dalla finestra di un grattacielo e afferrare una busta dal grattacielo di fronte”.
Taking obvious differences into account, these words sound familiar to us. Public space in Chongquing is practically limited to main transport arteries that get built from time to time to enable road circulation. There is not much room beween skyscrapers – so much so that, according to a popular saying, “if you need to borrow money, all you have to do is lean over from your window and grab an envelope from the skyscraper in front of you”.
Chongquing urbanizza il territorio seguendo le aspirazioni del capitale globalizzato e rappresenta un modello per le città globali plasmate sullo sviluppo senza freni. Pare tuttavia che anche le autorità cinesi siano preoccupate: Chongquing è come un treno che va più forte di quelli che davanti al treno stanno mettendo i binari. Presto potrebbe manifestarsi un' implosione sociale ed ambientale di dimensioni imprevedibili.
Chongquing urbanizes its territory following the aspirations of globalized capital and represents a model for global cities forged on unrestrained growth. Apparently, Chinese authorities are worried: Chongquing is like a train running faster than those who are laying tracks in front of it. There is a risk for a social and environmental implosion, whose magnitude cannot possibly be predicted.
E' cronaca di questi giorni l'inaugurazione di un primo lotto della città di Masdar, sorta ex novo nel deserto di Abu Dhabi, su progetto di Norman Foster, con parametri di sostenibilità ambientale elevatissimi. Peccato, dice Nicolai Ouroussoff, il critico d'architettura del New York Times “che rifletta anche la mentalità da comunità rinchiusa che si è andata espandendo come un cancro in tutto il globo per decenni...La sua purezza utopica è ancorata nella convinzione che l'unico modo per creare una comunità davvero armoniosa, verde o di qualsiasi altro tipo, è di tagliare ogni legame con il resto del mondo”.
Current chronicles inform us about the inauguration of the first section of Masdar, the new city designed by Norman forest in the Abu Dhabi desert according to extraordinary environmental standards. What a shame, however – says the New York Ties architectural critic, Nicolai Ourussof – that [in Foster’s Masdar] “his design also reflects the gated-community mentality that has been spreading like a cancer around the globe for decades. Its utopian purity, and its isolation from the life of the real city next door, are grounded in the belief — accepted by most people today, it seems — that the only way to create a truly harmonious community, green or otherwise, is to cut it off from the world at large.”
Spaventati da un futuro così infausto annunciato dalle città nuove ci rifugiamo nelle città vecchie e sfogliamo le pagine di Camillo Sitte, che annotò con amore e intelligenza i caratteri peculiari delle città del Medioevo e del Rinascimento, l'arte di costruire con sapienza, di calibrare i giusti rapporti tra spazi pubblici e privati in una dimensione estetica che era un patrimonio comune dell'intera comunità o di aristocrazie illuminate. Si rivolse al passato per reazione a qualcosa che non capiva e non approvava, la città ottocentesca, i grandi boulevard e le piazze sterminate, il tributo eccessivo pagato alla mobilità dei mezzi su ruota, la perdita dei valori umanistici del vivere urbano.Ma mentre si guarda Sitte con una certa nostalgia si pensa anche agli artificiosi romanticismi d'imitazione alla Krier o ad alcune sperimentazioni del New Urbanism non del tutto convincenti.
Frightened by such a dire future the new cities announce we can try and seek some refuge in the old ones by leafing thorugh the work of Camillo Sitte, who studied with scholarly love the cities of the Middle Ages and of the Renaissance and their ability to build and calibrate the proper relationships between public and individual spaces in line with the high aesthetic standards of the educated class of his time, but often of the whole of society. In looking back to the past, Sitte was reacting to something he did not understand nor approve: the nineteenth-century city with its great boulevards and immense squares, its excessive tribute paid to transportation on wheels, its loss of the humanistic values of urban living. But while we look back at Sitte with a touch of nostalgia, we are also reminded of artificial and imitative romanticisms a’ la Krier or some not entirely convincing experimentations of New Urbanism.
Costruire città nuove vuol dire muoversi tra le due polarità opposte, da un lato le nuove città globali, espressione di un capitalismo aggressivo magari ingentilito da tecniche sostenibili, e dall'altro le rivisitazioni nostalgiche del passato, che evocano modelli, in gran parte inattuali, nei quali lo spazio pubblico ha un posto d'onore. Ma che succede nelle città esistenti? Che c'è in mezzo tra questi due poli ? Di tutto e di più, ma non ancora abbastanza analizzato, codificato, interpretato. Ci sono molte iniziative di pubbliche amministrazioni che da oltre 20 anni stanno attuando programmi mirati in Europa, Canada, Stati Uniti, America Latina consapevoli del valore strategico dello spazio pubblico per rendere più vivibile e sicura la città, senza trascurare i vantaggi economici che ne derivano per il turismo e la competitività tra città globali .
Building new cities implies negotiating two opposing polarities: on one hand, the new global cities, symbol of an aggressive capitalism perhaps embellished by sustainability features, and on the other, voyages into the past, evoking hardly applicable models of generous public space. But what is happening to the cities that are there already? Is there anything between these two extremes? Yes, all sorts of things can be found, but so much still needs to be analyzed, codified, interpreted. For longer than twenty years, many municipalities in Europe, North America and Latin America have been implementing public initiatives on the premise that public space has a high strategic value, together with advantages for tourism and global competition.
In alcune città, in particolare dell'America Latina, il tema è strettamente associato alla sicurezza e alla legalità , come a Bogotà dove l'amministrazione cittadina ha istituito la defensoria del espacio publico per contrastare le occupazioni illegali . Ma non meno significativi sono i movimenti di base che si richiamano allo spazio pubblico. In America e in Europa si sono costituiti movimenti spontanei per la limitazione dei fenomeni di privatizzazione dello spazio pubblico . A Napoli nel tristemente famoso quartiere di Scampia il comitato spazio pubblico si batte per riconquistare spazi di libera relazione sociale , per contrastare la privatizzazione illegale operata dalla camorra; a Palermo il comitato spazio pubblico promuove iniziative tese a restituire alla vita collettiva piazze occupate solo dalle automobili. Altri numerosi esempi analoghi potrebbero essere citati. Tutti i gruppi sono accomunati dalla consapevolezza che difendere , riconquistare, costruire spazio pubblico è una battaglia di libertà, di democrazia , per un bene comune da lasciare in dote alle nuove generazioni.
In some cities, and particularly in Latin America, public space is closely associated with safety and legality, like in Bogota’ where the civic administration ecreated a defensoria del espacio publico to discourage illegal occupation. But equally significant are those spontaneous grassroots movements have come to life to fight against attempts to privatize public space. In Naples, in the notorious Scampia district, a Comitato spazio Pubblico is active to re-conquer spaces for free social interaction, in order to oppose attempts to occupy public space illegally on the part of the camorra; in Palermo, another Public Space Committee is trying to reclaim to public life urban spaces and piazzas taken over for parking purposes. All of these groups, and many others, share the realization that defending, re-conquering, building public space is a fight for freedom, for democracy, for a common good to bequeath to future generations.
Questi movimenti spontanei nati in molte città di tutto il mondo ci obbligano a riflettere. Perché si stanno moltiplicando ? Quali relazioni hanno con il progetto dello spazio pubblico? Quali indicazioni possono fornire ad un progettista che intende seguire il prezioso consiglio di Louis Kahn che invitava,prima di posare la matita sul foglio, a comprendere la natura intrinseca, il principio fondativo dell'opera che si progetta?
All of these movements, born spontaneously in many cities all over the world, should give us reason to think. Why are they multiplying? How can they be related to the quest for public space? What can they teach to a designer or planner who intends to follow Louis Kahn’s priceless advice to comprehend a project’s inherent nature, its founding principles, before putting one’s pencil on a sheet of paper?
Spesso i suggerimenti provengono da ambienti e discipline non strettamente affini . Un fenomeno interessante da analizzare è l'evoluzione della rete di internet. Poco più di 20 anni fa l'informatica era appannaggio di esperti che usavano una tecnologia molto innovativa per lavori aziendali, di ricerca e così via. Poi la rete si è estesa ed è diventata il più grande spazio pubblico, per quanto virtuale, che l'umanità abbia mai conosciuto. Microsoft ed altre aziende hanno commercializzato il software di base privatizzando la rete. Ma da 10 anni a questa parte si è sviluppato un forte movimento per il software libero in modo da garantire l'accesso a chiunque e la libera circolazione nello spazio virtuale .
Often, ideas come from different environments and disciplines. One example is the internet. Twenty years ago, computers were the restricted realm of experts who used a very innovative technology for business or research purposes. Then the web expanded and became the biggest, albeit virtual, public space humankind has ever known. Microsoft and other companies commercialized basic software and privatized the web. But starting from ten years ago, a strong movement came to the fore which developed freeware to secure for all access to, and free circulation in, virtual space.
Quando si è capito che la rete stava diventando un grande spazio pubblico si è messo in moto un movimento di persone che si sono impegnate a garantirne accessibilità, libertà di movimento, controlli autogestiti, partecipazione . Linux, Ubuntu , Wikipedia sono nomi che significano gratuità, partecipazione , democrazia, nessuna esclusione di tipo politico, sociale, razziale.
And when it became apparent that the web was becoming a huge public realm, a great many people set a movement in motion to guarantee access, freedom of circulation, self-managed controls, participation. Linux, Ubuntu, Wikipedia are names that mean for-free, participation, democracy, and total lack of exclusions of a political, social, ethnic nature.
Contemporaneamente è nato un movimento che dichiara imprescindibile mettere la conoscenza tra i beni comuni da tutelare e valorizzare, alla stessa stregua dell'ambiente, dell'acqua, dell'eredità storico culturale.
I beni comuni sono “a titolarità diffusa”, appartengono a tutti e a nessuno, nel senso che tutti devono poter accedere ad essi e nessuno può vantare pretese esclusive. Devono essere amministrati muovendo dal principio di solidarietà. Incorporano la dimensione del futuro, e quindi devono essere governati anche nell´interesse delle generazioni che verranno. In questo senso sono davvero “patrimonio dell´umanità”(Stefano Rodotà, la Repubblica, 10 agosto 2010).
At the same time, a movement rose affirming the need to consider knowledge as a public good to safeguard and improve, just like the environment, water, and all sorts of artistic and historic heritage.
Public goods are characterized by “diffused ownership”, they belong to all and to none, in the sense that all must be able to access them and nobody can claim exclusive title to them. They must be administered starting from the principle of solidarity. They incorporate the future’s dimension, and therefore they must be governed also in the interest of future generations. In this sense they truly are a ‘patrimony of mankind’ (”(Stefano Rodotà, la Repubblica, 10 August 2010).
E' questa, probabilmente, la spiegazione del proliferare di movimenti che si richiamano allo spazio pubblico: è un bene comune da tutelare e valorizzare come gli altri beni comuni, non a caso come gli altri sottoposto alle pressioni opposte di privatizzazione e pubblicizzazione.
This may be a good explanation for the proliferation of movements identifying themselves with public space: public space is a public good to safeguard and enhance just like other public goods, which are – not surprisingly – also threatened by the opposing forces of privatization and public monopoly.
Sono movimenti di riappropriazione civile della città fisica che hanno l'obiettivo di costruire luoghi gradevoli, accoglienti, sicuri, più spesso di riqualificare luoghi degradati, senza essere costretti a vestire i panni del venditore o compratore, fedele o infedele, di un'etnia o di un'altra. Sono movimenti per la pedonalizzazione,la ciclabilità, il verde, per spazi che distribuiscano funzioni essenziali alla vita collettiva , servizi di prossimità, nuove opportunità di vita sociale.
They are movements aiming at re-conquering the city and creating places that are pleasant, welcoming, safe, or –even more often- at regenerating degraded areas, without being forced to assume the role of a buyer or seller, of the faithful or not faithful, or of an ethnic group or other. They advocate pedestrianization, cycling paths, parks, spaces that are essential for all, neighbourhood services, new opportunities for social interaction.
Assumere lo spazio pubblico come bene comune, interpretare i messaggi che provengono dai movimenti spontanei della società , può aiutare sia gli amministratori che i progettisti a trovare nuovi più attuali parametri di progettazione e sottrarsi ai modelli delle nuove città globali o delle rievocazioni romantiche del passato. E può aiutare anche a rivedere criticamente la modesta visione che limita la portata del tema alla riqualificazione di alcune piazzette. Come nel fenomeno internet il pensiero esperto dei maghi dell'informatica si è incontrato con il pensiero non esperto dei comuni utenti per produrre software partecipato e tutelare la libertà di circolazione nel grande spazio del web, allo stesso modo è auspicabile che possa avvenire un incontro fertile tra amministratori, progettisti e movimenti di base per delineare le nuove configurazioni dello spazio pubblico urbano.
Valuing public space as a public good and interpreting the messages arriving from the grassroots can help both administrators and planners to find new and better design criteria and set themselves free both from the model of the New Global City and the romantic reconstructions from the past. It can also help in widening a narrow view that restricts the public space concept to the refurbishing of small city squares. Just like in the world if internet the brilliance of the gurus of computer science merged with the non-expert thoughts of common users in producing participated software and safeguarding freedom of circulation in the web’s great space, there is hope that city managers, designers and citizens’ movements may find a common language to create new forms for the public space of tomorrow.
COMMENTI
Per una Carta dello Spazio Pubblico (di Pietro Garau)
Caro Mario: Eccolo, il felice esordio del Forum. Il tuo articolo mi e’ piaciuto assai. e mi ha fatto venire in mente che uno degli sbocchi della Biennale potrebbe essere una “Carta dello Spazio Pubblico” da tradurre in un mare di lingue e sottoporre all’attenzione della cosiddetta comunita’ internazionale. Con il “popolo dello spazio pubblico” autocostituito in movimento virtuale.
L’esempio della citta’ cinese mi ha anche ricordato che almeno le citta’ cinesi che ho visto di recente (Pechino, Shanghai, Nanchino) non sono necessariamente foreste di grattacieli e basta. Anch’esse, ad esempio, hanno parchi e spazi verdi. Quello che spaventa e’ l’uso dello spazio pubblico come elemento di affermazione delle conquiste del potere e come piatto obbligato del menu’ dell’espansione urbana. Ma se ne puo’ parlare. Quello che conta e’ che il modello negativo della citta’ globale e’ potente e mobilitante: tutti sentono che i progetti delle nuove citta’ vanno nella direzione sbagliata, e che lo spazio pubblico puo’ diventare un baluardo ed una bandiera.
COMMENTS
For a “Charter of Public Space” (by Pietro Garau)
Dear Mario: here it is, the Forum’s felicitous debut. I very much liked your piece, and it reminded me that one of the Biennale’s possible outcomes could be a “Charter of Public Space” to be translated in a public good of languages and to bring to the attention of the so-called “international community”. With the “Public Space People” self-chartered as a virtual global movement.
Your mention of Chingquing also reminded me that the Chinese cities I saw recently (Nanjing, Shanghai, Beijing) are not necessarily just forests of skyscrapers. They, also, have parks and gardens. What I find slightly frightening is the manipulation of public space projects as the showcase of the state’s accomplishments and the obligatory accompanying dish of urban expansion. Whatever one’s views may be, one thing I am sure of: that the negative model of the “New Global City” is powerful in that it catalyzes alternative visions. Everybody is aware that projects for the New City are going in the wrong direction, and that Public Space (capital “P” and capital “S”) can become a barricade and a banner.
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